Siamo i compagni e le compagne di Rifondazione Comunista che proseguono la battaglia di Progetto Comunista (la terza mozione al Congresso di Venezia) dopo l’uscita dal Partito di Marco Ferrando. Non perché abbiamo cambiato il nostro giudizio impietosamente negativo sulle scelte di Bertinotti e del suo gruppo dirigente ma, al contrario, perché pensiamo che sia un errore abbandonare Rifondazione Comunista proprio mentre le contraddizioni determinate da quelle scelte esplodono e scompaginano le fila della stessa maggioranza bertinottiana. Siamo marxisti perché pensiamo che il marxismo, sviluppato e applicato al nostro tempo, sia ancora uno strumento di analisi e di intervento in grado di dare delle risposte ai lavoratori e a coloro che sono oppressi dal capitalismo. Sapendo che chi rimprovera al marxismo di essere “superato” sfodera in realtà analisi e ricette che risalgono a prima di Marx. Ci definiamo rivoluzionari perché essere rivoluzionari non significa vivere in un altro mondo e sognare una società perfetta, ma - al contrario - stare coi piedi saldamente piantati nella realtà dei posti di lavoro, delle scuole e delle università, delle periferie urbane e porre – lì dentro – col linguaggio di chi ci vive e ci lavora, l’obiettivo della costruzione di una società basata su un’equa distribuzione della ricchezza. E dimostrare che chi è capace di battersi per il socialismo è anche in grado di offrire risposte ai problemi concreti di ogni giorno, dal salario alla difesa del territorio, all’organizzazione di uno sciopero. Mentre sono di solito proprio i pionieri del “realismo” che ci offrono le soluzioni più utopistiche e fallimentari. Siamo comunisti perché lottiamo per una società liberata dalle barriere di classe rivendicando - già oggi - il diritto a un controllo democratico dei lavoratori e dei ceti popolari sull’economia, contro le politiche di privatizzazione e di “liberalizzazione”, che espropriano nove decimi dell’umanità da qualsiasi capacità decisionale sugli aspetti basilari della propria vita (lavoro, casa, salute). Di fronte alla crisi della sinistra e della politica perseguita in questi anni dallo stesso gruppo dirigente del nostro partito lavoriamo per costruire l’unità di tutte le componenti della sinistra anticapitalista, in Italia e nel mondo, e l’organizzazione delle lotte dei lavoratori e dei ceti popolari contro la guerra, lo sfruttamento del lavoro, l’oppressione di genere, la devastazione ambientale. Ci rivolgiamo in primo luogo ai lavoratori e alle lavoratrici e più in generale a tutti coloro che condividono le nostre idee, allo scopo di promuoverne la diffusione e la sperimentazione nella realtà quotidiana, attraverso una politica che parli chiaro, agisca con coerenza, risponda delle proprie scelte.
Per conoscere la nostra storia vai su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Rifondazione_Comunista
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Veruggio: serve una FIOM della politica |
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Genova 30 giugno 2010. Ancora FIOM! |
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RESISTENZE NR 30
All'interno:
- La lezione di Pomigliano: Si può dire di NO!
- L’OPINIONE. Bruno Manganaro (FIOM). Lavoro Società: chi l’ha visti?
- SCUOLA. Blocco degli scrutini: un successo insperato
- Ricordando il 30 giugno 1960
- LETTURE: Avanti PO di P. Stefanini; Roma combattente di V. Gentili
- INTERNAZIONALE. Un’ondata di scioperi operai in Cina
- SINDACATO. Nasce l’Unione Sindacale di Base
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Arretrati
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Giovedì 22 luglio iniziativa del Comitato per il superamento della Crisi di Conegliano Veneto.
