Controcorrente: corrente nata il 16 dicembre 2006 per sostituire quella che fu Progetto Comunista di Marco Ferrando. Può contare su un menbro in Cpn (Marco Veruggio) e due in cng ( Alì Ghaderi, Luigi Minghetti) già organici alla corrente di Ferrando.
Costruire l'opposizione sociale
Siamo contrari alla partecipazione a governi che tagliano la spesa sociale, privatizzano, tolgono ai poveri per dare ai ricchi, fanno le guerre al servizio di interessi politici ed economici contrapposti a quelli dei lavoratori e del 90% dei cittadini comuni. Entrare in un governo o in una giunta al servizio di questi interessi con la speranza di lavorare per la “riduzione del danno” è sempre stata la grande illusione socialdemocratica, che si scontra con la cruda realtà del dover amministrare e difendere la politica degli altri. Col risultato di entrare in contraddizione con la propria gente e recidere a poco a poco i legami coi nostri soggetti sociali di riferimento e coi movimenti di lotta che abbiamo contribuito a costruire. Ai governi che incarnano la vecchia definizione marxiana di “comitati d’affari della borghesia” contrapponiamo quei governi in cui il movimento operaio e popolare abbia la capacità di esercitare un ruolo trainante e progressivo. I governi di Chavez in Venezuela o di Morales in Bolivia non sono “governi operai” ma certo sono cosa ben differente da quelli di Lula, di Blair o di Prodi. Mentre i primi nazionalizzano il petrolio, i gas naturali, le telecomunicazioni, i secondi svendono il patrimonio pubblico in nome delle “leggi del mercato”. In Europa in particolare sono almeno 20 anni che ogni risultato – piccolo o grande – strappato dai lavoratori e dai ceti popolari è stato ottenuto dal versante dell’opposizione lottando contro governi conservatori o progressisti, non partecipandovi o sostenendoli. Per questo Controcorrente pensa che al mito del “governo amico” (che amico non è, vedi gli esecutivi di centrosinistra succedutisi a partire dagli anni ’90) si debba sostituire l’obiettivo di costruire un’opposizione amica (dei lavoratori e dei movimenti), in grado di portare a casa dei risultati, di invertire la tendenza all’arretramento sociale e politico del movimento operaio e dei ceti popolari, di rivendicare un controllo democratico dei lavoratori sull’economia e sulla società.