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Controcorrente: corrente nata il 16 dicembre 2006 per sostituire quella che fu Progetto Comunista di Marco Ferrando. Può contare su un menbro in Cpn (Marco Veruggio) e due in cng ( Alì Ghaderi, Luigi Minghetti) già organici alla corrente di Ferrando.

Lottare contro le privatizzazioni

Dall’inizio degli anni ’90 non c’è stata una sola privatizzazione (e liberalizzazione) che abbia mantenuto ciò che aveva promesso e cioè miglioramento del servizio, diminuzione delle tariffe, salvaguardia dei posti di lavoro. Le privatizzazioni hanno portato allo smantellamento dell’industria italiana e alla creazione di concentrazioni monopolistiche che hanno ridotto la concorrenza (vedi i processi di fusione bancaria). Eppure si continua a predicare la necessità di avere “meno Stato e più Mercato”. Noi invece crediamo che vada rilanciato l’intervento pubblico dell’economia, che le privatizzazioni debbano essere bloccate e anzi vada riportato sotto la mano pubblica ciò che è stato privatizzato regalandolo agli imprenditori privati e facendo pagare le spese ai lavoratori e ai comuni cittadini (a partire da Telecom). Che tutto ciò che è statale sia inefficiente e tutto ciò che è privato funzioni è un’affermazione ideologica. Noi vogliamo rilanciare l’intervento pubblico in economia perché pensiamo che ci sia un conflitto di interessi irrimediabile tra l’interesse privato e quello pubblico. Lo statalismo, il burocratismo e il clientelismo nel settore pubblico non sono un fatto naturale. Sono il frutto di un compromesso sociale (e politico) siglato e promosso da quegli stessi personaggi che oggi si ergono a moralizzatori e al solo scopo di neutralizzare le mobilitazioni operaie degli anni ’60-’70. Controcorrente pensa che allo statalismo e al burocratismo non si risponda con le privatizzazioni e le liberalizzazioni, cioè con l’aziendalismo e il burocratismo aziendale, ma con la realizzazione dell’intervento e della gestione pubblica accompagnata dalla rivendicazione di un controllo sociale democratico sull’economia e sui servizi. La prima forma di controllo è rappresentata dalla trasparenza dell’economia. Ma non esiste trasparenza dell’economia finché vengono tutelati il segreto commerciale e il segreto bancario (di cui peraltro godono solo imprenditori e finanzieri).


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