Veneto. Merloni delocalizza al sud. Cosa dice la Lega?
redazione
di Mara Armellin (ControCorrente Treviso)
Giovedì scorso si è svolta in sede cgil a Conegliano alla presenza di rappresentanti di alcune organizzazioni politiche attive nella sinistra locale e sindacale, una riunione dei delegati dei lavoratori dell’Indesit, la società che in ambito del piano di rilancio della competitività ha deciso di chiudere i due stabilimenti, quello di Bergamo e di Refrontolo, per accorpare le attività qui svolte a quelle già esistenti al centro sud. La conseguente perdita di posti di lavoro nel quadro di una crisi che colpisce ormai sotto varie forme anche una zona ricca di risorse, operosità e imprenditività come il nord-est, non trova tuttora risposta concreta e credibile da parte della Regione.
Rifondazione Comunista di Conegliano ha partecipato all’incontro portando la sua solidarietà a tutti i lavoratori colpiti dalla imminente chiusura delle attività, parlando di necessità di cambiamento e informando che il consigliere Pietrangelo Pettenò del prc eletto per la Federazione della Sinistra ha presentato alla Giunta Regionale in data 10 giugno un’interrogazione urgente che chiede se questa intenda intervenire per avviare un confronto, assieme agli enti locali, alle organizzazioni sindacali e alle categorie economiche, affinché siano difesi gli attuali livelli occupazionali nello stabilimento Indesit di Refrontolo e possa essere avviato un condiviso piano di investimenti con l?obiettivo di migliorare i processi produttivi e i prodotti e non di smantellare il lavoro esistente e se a fronte della situazione di emergenza venutasi a determinare, intenda valutare il possibile intervento con finanziamenti pubblici per incentivare la trasformazione ecologica dei cicli e dei prodotti.
Su questo punto dobbiamo chiederci se è utile continuare ad impiegare risorse pubbliche come gli ecoincentivi se chi li intasca non offre adeguate garanzie almeno di mantenimento occupazionale ma trasferisce la sua produzione altrove.
In particolare è emersa la necessità di costituire un coordinamento anticrisi di territorio che vada ad affiancare il lavoro più inerente alla trattativa sindacale in corso e che coinvolga la cittadinanza ben oltre lo specifico caso Indesit. Il problema che qui si pone dal punto di vista di tutti i lavoratori è che qui abbiamo una Lega forte, di governo, che parla di federalismo e difesa della produzione nel proprio territorio ma poi permette indiscriminatamente di trasferire le attività da una provincia all’altra, da una regione all’altra, votando a livello nazionale una manovra finanziaria che invece di finanziare investimenti al Sud che siano aggiuntivi per creare nuovi posti di lavoro, finisce per finanziare operazioni di delocalizzazione industriale che mirano ad accorpare le attività attraverso la chiusura di siti produttivi e licenziamenti di massa generalizzati. Una strategia della globalizzazione estrema che mette i lavoratori in competizione ormai non solo all’interno dell’Europa e nei rapporti Europa e resto del mondo, ma anche all’interno dello stesso paese.
pubblicato il 2010-06-27 13:44:44
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