Fervet Castelfranco Veneto. Storie di ordinaria crisi...
redazione
di Mara Armellin
La Fervet è uno stabilimento presente a Castelfranco dal 1908. Occupa 200 dipendenti specializzati nella progettazione, costruzione e riparazione di macchinari e materiale ferroviario. In questo periodo sta attraversan¬do una profonda crisi, aggravatasi dopo che Trenita¬lia l'ha esonerata per mancanza di copertu¬ra finanziaria, dalla realizza¬zione di 450 carrozze per tre¬ni Intercity.
Il 15 febbraio gli operai della Fervet, ormai ad un passo dalla chiusura per fallimento si sono riuniti in assemblea ed hanno occupato lo stabilimento. Come Federazione della Sinistra di Treviso abbiamo già portato al presidio due gazebo e ci stiamo organizzando per dare il massimo supporto materiale e logistico.
Questo stabilimento viene presidiato 24 ore su 24 ma la situazione non è rosea nemmeno sugli altri fronti occupazionali.
Un' assemblea si è tenuta giovedì 18 ore 20.30 alle medie Sarto di Castelfranco presso il viale della stazione. Erano presenti i lavoratori in lotta della Zen di Albignasego, e della Frattini di Bergamo che hanno picchettato lo stabilimento per impedire che vengano portati via i macchinari, i nostri consiglieri regionali Pettenò e Atalmi, i rappresentanti sindacali delle aziende castellane Berco, Castelgarden e altre.
Da sottolineare la presenza dei lavoratori della Fervet di Castelfranco, occupata. Venerdì mattina si è svolta una manifestazione partita dal piazzale davanti alla fabbrica Fervet e conclusasi davanti al municipio di Castelfranco.
Il circolo PRC di Calstelfranco ha partecipato in continuità con il lavoro portato avanti da un anno dai nostri compagni e sta pensando ad un concerto o a una cena per attirare l'attenzione mediatica sul problema. Si stanno anche ideando un paio di striscioni con speciale dedica al sindaco di Castelfranco e al parlamentare castellano della Lega Dussin.
Visto il particolare clima politico "filo leghista" che da sempre regna queste parti, rivolgo qualche domanda al segretario del circolo PRC di Castelfranco Enrico Baldin.
- Si diceva che all'Alcoa di Marghera i lavoratori si sono portati a casa le bandiere della Lega. Qui, dato che il caso è arrivato in Regione ed essendo un leghista di Castelfranco ad aver promosso l'interpellanza in parlamento, come vedono i lavoratori la nostra presenza? La sentono utile o si sentono più vicini alla lega in quanto forza che li può rappresentare nelle istituzioni?
- Con gli operai della Fervet io personalmente ci sto dietro da almeno un anno, ho passato anche un mese e mezzo in cui non ci sentivamo e ho passato settimane in cui ci incontravamo anche due volte alla settimana. Non può essere considerato un lavoro opportunistico il nostro, sia razionalmente per chi mi ha incontrato e mi ha visto arrivare con delle proposte ogni volta o anche solo perché telefonavo per sentire semplicemente se ci sono delle novità, sia per chi mi vedeva uscire col comunicato stampa in loro favore: diciamo che è da un anno che ci mettiamo la faccia e la timidezza iniziale è stata vinta. In questi giorni di occupazione, anche dagli operai che non ho incontrato direttamente nei mesi scorsi mi sento dire: "voi siete gli unici che avete fatto qualcosa per noi", "adesso arrivano tutti, ma mi ricordo che voi c'eravate anche quando non occupavamo".
D'altro canto però noi alle elezioni comunali correremo da soli, e qualche ragionamento sul voto utile l'ho sentito fare...
- State preparando qualcosa per Luciano Dussin, cosa c'è da dire?
Il parlamentare della Lega Dussin ha fatto un’interrogazione parlamentare a risposta immediata in cui ha sfigurato e ha fatto sfigurare gli operai, definiti come delle specie di incompetenti. Secondo me gli operai non se ne sono resi conto più di tanto, tuttavia si sono esaltati per essere finiti in Parlamento.
La nostra interrogazione è stata depositata venti giorni fa, quando ancora non la protesta non era al suo massimo. Prima di far fare l'interrogazione, l'ho concordata coi lavoratori e col delegato CGIL di zona, in sostanza ho cercato di fare tutto col massimo accordo e la massima trasparenza, dal basso. Vedo che a questa cosa c'è stata una buona risposta. Quello che vorrei è vedere una risposta a questa interrogazione.
Anche in questi giorni siamo decisamente più avanti di tutti gli altri perché non ci siamo limitati alla stretta di mano e alla pacca sulla spalla: abbiamo portato bombolette e striscioni, abbiamo portato i gazebo e li abbiamo aiutati a montarli, questo fine settimana vendiamo arance e devolviamo il ricavato a sostegno della lotta, ho procurato dei materassi in modo che la notte non dormissero nelle sedie o per terra.
- E il sindaco?
Il sindaco di Castelfranco ha approvato un piano di assetto territoriale a fine gennaio, in fretta e furia prima che scadesse il mandato. Esso sostanzialmente tra le varie schifezze prevede un cambio della destinazione d'uso (facendola diventare residenziale) all'area in cui sorge Fervet e altre tre aziende molto grosse, di cui una ha delocalizzato in Tunisia, una lascerà a casa probabilmente 200 lavoratori e potrebbe chiudere lo stabilimento, l'altra vivacchia... La domanda che io faccio perciò e se il sindaco sia spettatore interessato di questa catastrofe o se sia solo perfettamente inutile.
Nei prossimi mesi comunque continuerà ad esserci casino, non magari per la Fervet di cui prevedo la situazione si chiuderà alle svelte, ma alla Berco che è quella che ti dicevo prima che potrebbe chiudere lo stabilimento. Ieri hanno presentato il piano industriale perciò più tardi chiamerà l'RSU della FIOM...
pubblicato il 2010-02-23 11:30:02
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