E' questione di classe, non di scarpe
redazione
di Patrizia Granchelli
(una lavoratrice con poca “classe”, ma appartenente a una CLASSE)
Questione di CLASSE
Cara Liberazione,
Io, donna per caso, lavoratrice per necessità, comunista per scelta, penso che il dibattito sulle scarpe sia assurdo. Ognuna si mettesse le scarpe (e non solo) che vuole e che naturalmente può permettersi (io posso permettermi solo quelle comprate dai cinesi a 15,00 euro), ma per favore non rompeteci i coglioni con la questione di genere. E’ una questione di CLASSE. La classe alla quale appartengo (quella presente alla conferenza di Torino) in questo periodo di crisi (e anche prima) le scarpe Prada che il nostro partito pubblicizza così bene, non se le poteva e non se le può permettere, quella è roba alla portata di chi in esso, ha ricoperto il ruolo di assessore, parlamentare o sottosegretario… la classe o meglio la casta di chi si è imborghesito dentro.
Noi lavoratrici sfruttate, precarie e sottopagate, ne abbiamo piene le scatole di queste, non scarpe, ma di queste minchiate.
Milano, 19 febbraio 2010
pubblicato il 2010-02-23 11:46:40
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