redazione
Il dibattito sulle regionali propinato ai liguri procede secondo l’ormai consueto canovaccio. Burlando sfodera la lista presidenziale d’uso, ammicca all’UDC e si appunta al petto come medaglie i suoi nuovi accoliti ex centrodestra. La sinistra agita più per abitudine che per convinzione la bandiera delle “misure sociali”, ma, pur di difendere il suo posticino al sole, è pronta a ingoiare rospi di qualunque stazza. Biasotti si scopre paladino dei lavoratori. Nel gossip preelettorale si discute di tutto tranne che dell’unica questione dirimente: il bilancio politico di questi anni. A parte Mario, l’unico pensionato ligure sorridente, a me sembra che gli altri abbiano poco da scialare. Lavoratori e utenti della sanità sono scesi in piazza da Bordighera a Sarzana per protestare contro i tagli agli ospedali. I treni dei pendolari sembrano presi da un film di John Carpenter. I lavoratori di AMT, le maestre dei nidi genovesi, i dipendenti del Carlo Felice - per citare casi recenti - hanno dovuto fare i conti, più o meno direttamente, con la Regione e, se è andata loro bene, c’è da chiedersi se sia stato grazie o nonostante la giunta. Sull’ambiente oltre a Il partito del cemento si legga la lettera di Burlando a Confindustria del 3 ottobre, in cui si spiega che il recente ricorso della Regione alla Corte Costituzionale non va letto come “una scelta direttamente contraria al nucleare”. Poi ci sono le inchieste, quelle di oggi ma anche quelle di ieri, dalle quali emerge un intreccio bipartisan di politica e affari, che - aldilà dei risvolti penali - merita intanto un giudizio politico e disvela l’omogeneità degli interessi che stanno dietro al centrosinistra come al centrodestra. Certo, il peggio è sempre in agguato e bisogna riconoscere agli infaticabili menopeggisti di sinistra che l’asse Burlando-Scajola (-Monteleone) a un attento esame microscopico potrebbe essere effettivamente leggermente meglio di Biasotti…
Da dieci anni propongo un polo indipendente della sinistra anticapitalista che rappresenti in primo luogo i lavoratori e vengo accusato di extraparlamentarismo. Considerato che in questi dieci anni la sinistra non l’ho diretta io e ciò non le ha impedito di diventare extraparlamentare per meriti propri, mi chiedo se sia proprio il caso di ostinarsi a prendere a testate il muro del buon senso. Io continuo a credere che una candidatura comune del PRC e della sinistra anticapitalista in alternativa a Burlando non farebbe sfracelli (del resto dopo tanti errori sarebbe comunque difficile), ma almeno eviterebbe a tanta gente di sinistra di sentirsi ancora una volta orfana o figlia di madre allegra.
Marco Veruggio
Direzione Nazionale Rifondazione Comunista
pubblicato il 2009-12-22 12:23:03