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CGIL. Pluralismo a rischio. Lettera a Liberazione


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redazione

A Liberazione

Ho letto la risposta di Panini, segretario nazionale CGIL, all’articolo pubblicato il 13 maggio da Liberazione sui casi di violazione delle regole nei confronti di alcuni dipendenti della CGIL. L’articolo utilizza espressioni forti, in alcuni passi eccessive. Ma che una lavoratrice, esasperata in quanto coinvolta nella vicenda, vada sopra le righe lo trovo comprensibile. Ho letto anche, su internet, un intervento di Nicolosi, portavoce dell’ex Lavoro Società, che irrompe come il Settimo Cavalleggeri ‘a difesa della CGIL’ come fosse una diligenza circondata da un’orda di Apaches e questo, da un dirigente nazionale della CGIL (e del PRC), lo trovo meno comprensibile. Anch’io penso che ‘gli uomini e le donne della CGIL’ in generale meritino rispetto e ammirazione. Per questo credo che, di fronte alle contestazioni fatte da alcuni/e di loro, si debba rispondere con compostezza, verificando le dimensioni del fenomeno e cercando di ristabilire il rispetto delle regole dove queste siano state infrante.

Tuttavia qui ci troviamo di fronte a un problema serio e che si estende anche a un altro versante. Nelle scorse settimane la segreteria nazionale della FILCTEM CGIL, in cui siedono tre esponenti dell’ex Lavoro Società, ha rispedito a lavorare l’unico segretario della FILCTEM di Genova schieratosi col documento Moccia-Rinaldini (23% tra i chimici genovesi), un nostro iscritto. Formalmente ciò avviene in applicazione di un accordo sulla riduzione dei distacchi sindacali, che però, ad oggi - guarda caso - ha portato a tali conseguenze in questo solo caso, su 14 distacchi nazionali nel settore gas acqua. Non bastasse: che la categoria avesse inviato comunicazione in merito alla sua azienda, al diretto interessato è stato detto alle 18 del giorno in cui avrebbe dovuto tornare al lavoro e il giorno prima della sua prevista partenza per Rimini. Anche questo è un ‘caso isolato’?

In sé non considero uno scandalo che un sindacalista torni a lavorare, ma è il contesto generale in cui episodi come questo e quelli di cui sopra avvengono che pone degli interrogativi. Esiste un fenomeno di burocratizzazione anche in CGIL? Si pone al contempo un problema di salvaguardia del pluralismo interno al sindacato, tanto più dopo questo Congresso? E dunque non c’è pericolo che, in questo quadro, il rapporto materiale che si instaura tra il sindacato e i suoi dipendenti e funzionari venga utilizzato in modo discutibile? Non si tratta di ‘questioni interne’ al sindacato, ma di una discussione che riguarda tutti i lavoratori e in cui credo che anche la sinistra sia chiamata a esprimere una posizione.

17 maggio 2010
Marco Veruggio
Resp. Lavoro Federazione PRC Genova
Direzione Nazionale PRC



pubblicato il 2010-05-17 16:16:48


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